I Fine Before you came cantano di una Fede svanita

A chi piace vestirsi da adulto?


Questa canzone dei Fine Before You Came, come tutte (o quasi), è per cuori sofferenti. Di una sofferenza che graffia, ma non uccide, perché il dolore è quasi un modus vivendi nelle loro note.

Una canzone che parla di Fede, come se fosse un nome, come se fosse una religione. Qualcosa o qualcuno in cui comunque non credi più.

Nella tua vecchia casa ora vive una coppia con un figlio
è un bambino silenzioso,
vestito da adulto, con fare da adulto

Ora che non ci sei più tu, c’è quiete e normalità in quella casa. C’è la noia di un bambino che si veste bene e non si sporca mai con il fango, come facevamo noi anche da grandi.

Il bar in cui andavamo a fare colazione
ha cambiato gestione
ha la pretesa di essere pulito
serve brioches di cartone.
Ho regalato il tuo vecchio spazzolino
a un povero senza una mano
mi ha chiesto “capo è sicuro?”
gli ho detto “io non la amo”

È come se un’epoca fosse finita con noi. E i luoghi e le persone cercano di darsi un tono, ma la sostanza è smarrita in quella fine. Neanche le brioches sono più buone, anche se sono più belle, come le nostre vite, ora ordinate e infelici.

Per strada mi ritrovo con il tuo spazzolino, lo regalo a un senzatetto, che mi guarda con aria esterrefatta. Ma non sai più che fartene di quell’intimità che non è più vera.

Quella canzone che ascoltavamo andando al mare 
non l’ascolto più
non mi piace più

Niente ha lo stesso significato di un mondo, quello con te, in cui le regole del gioco erano diverse, la lingua era diversa e le parole suonavano in modo differente. Ora non la capisco più quella lingua

Da quando tutti hanno smesso di chiedermi di te

Ora che i miei amici si sono scordati di te, non esisti più nel mondo reale. Non sono più legittimato a ricordarti, da quando nessuno più mi chiede se ti penso ancora.

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