Amarsi male è l’unico modo di amare nel 2018

Lo Stato Sociale, come molti gruppi indi, piace perché non ha grosse pretese


La chiave del successo dei cantautori indi, è che ci fanno sentire meno stronzi, dal momento che anche loro che sono famosi e belli (non è vero belli no), cantano il disagio che appartiene a tutti noi. Anche quelli de Lo Stato Sociale non sono da meno. Fieramente propongono di Amarsi male, amarsi alla cazzo di cane. Senza rincorrere ideale alcuno.

Ti va se dopo la partita facciamo l’amore?
O quando hai un po’ di tempo cuciniamo una torta e la mangiamo da nudi?
Ma solo se ti va

Chi l’ha detto che la felicità può esistere solo lontano, in un viaggio stupendo o in un regalo grandioso. Ti va di cercarla nella mediocrità dei giorni in cui io ti lascio a casa per andare a giocare, ma poi facciamo una torta, anche se non la sappiamo fare magari, e possiamo festeggiare il nulla…?

Ti va di guardare in tv quel programma di cuochi che cantano?
O leggiamo una guida di un posto lontano dove non andremo mai, mai e poi mai.

Divertiamoci a vedere persone fare cose stupide, per sentirci noi più intelligenti.
E studiamo itinerari che non percorreremo, in fondo il presente è l’unico tempo che conta e che ha senso curare sognando.

Non ci sarà mai il tempo di fare quello che ci va
tra qualche scaffale di scarpe col tacco e una giungla di tofu e seitan
non ci sarà mai il tempo di fare quello che ci va
Mandiamo tutta la nostra poesia a puttane

Di fare le cose per bene, di realizzare i piani che abbiamo nella testa così come li abbiamo idealizzati, non ci sarà davvero modo. Quindi fanculo, mandiamo tutto il cerimoniale che ami a puttane e facciamo così, in modo approssimativo.

E tu amami come ameresti te se fossi me e viceversa
quindi male e senza capire niente

Amiamoci così, come possiamo, come riusciamo, senza rispondere alla teoria. Nella banalità dei giorni.

Ti va se ti porto in quel posto,
in quell’agriturismo col cinghiale bio
o se andiamo di corsa una pizza gourmet
in piedi alla fermata del tram
anche se piove, fa freddo e siamo nudi, non so…
ma che ci frega, tanto è gourmet
non passa mai, e poi mai

Uno si propone di andare in quel ristorante ricercato, di visitare quella città di cui tutti parlano bene, ma alla fine le serate migliori sono quelle in cui va tutto a rotoli e finisci a trangugiare una pizza sotto la pioggia. Un po’ come quella massima che più o meno dice che l’importante non è la meta, ma il viaggio…ecco. Uno si propone delle cose, ma devi saperti godere il percorso che fai per arrivarci, anche perchè devi essere cosciente che con molte probabilità non arriverai dove ti sei prefissato.

Mi porti a guardare il cielo restare sempre la dove sta?
Ovunque ma che sia vicino che ormai ho una certa età.

Portami a fare una cosa banale, stupiamoci solo di essere al mondo, in fondo per stare bene basta poco e le tue pretese assurde mi fanno solo girare il cazzo, assurdi dovremmo esserci già io e te. Non basta?

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