Di Calcutta piace la mediocrità che ci appartiene
Una volta la musica era Mina, la sua voce gloriosa, l’Amore, il cielo chiuso in una stanza. Era qualcosa di altisonante e incantevole. Fino a pochi anni fa, a dire il vero, si rincorreva ancora la perfezione dell’eterno e dell’assoluto. Più bella cosa non c’è. Ma da lì a poco la voce nasale di Eros …
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